Associazione Domenico Scarlatti - Napoli - Sonorità Italiana





Sonorità Italiana

SI - Scuola Internazionale di alto perfezionamento musicale

 

La Scuola Internazionale di alto perfezionamento musicale Sonorità Italiana, nasce da un’idea-progetto dell’Associazione Domenico Scarlatti. Obiettivo di Sonorità Italiana, è quello di creare momenti di riflessione sullo stile compositivo del repertorio musicale italiano dal settecento al novecento, attraversi l’analisi dello sviluppo melodico, armonico e strutturale.
Finalità sarà condurre il discente ad una esecuzione interpretativa carica di passione e di pathos, caratteristiche queste, del modo di suonare italiano stimolando l’artista alla necessità dell’interpretazione prendendo a modello l’opera come organismo unitario.
L’opera d’arte musicale si delinea dunque come un organismo vivente. Essa non è qualcosa di semplicemente costruibile, anche se si conoscono alcuni processi che ne determinano la nascita.
La capacità creativa della Scuola Musicale Italiana fin dalle sue origini, ha apportato alla storia immensi e insuperati capolavori,   dal Canto Gregoriano alle ultime esperienze di Berio, Nono, Donatoni, che hanno raggiunto il loro apice nel XVIII secolo.
La capacità interpretativa della Scuola Musicale Italiana ha generato innumerevoli esponenti, solo per ricordarne alcuni: Toscanini, Callas, Accardo, Muti, Gazzelloni, Petracchi, Pollini. I docenti coinvolti nel progetto provengono da queste esperienze.
Quale è la connotazione dell’ l’interprete italiano? Il giudizio di gusto e il giudizio estetico sono le qualità essenziali che differenziano l’interpretazione italiana. l’interprete, come artista, ne dovrà essere provvisto, poiché, se l’analisi aiuta a formare la sensibilità, non la sostituisce. Questa prospettiva consente di guardare all’interpretazione musicale proprio come un’arte al pari di quella della composizione, giacché il musicista si pone di fronte all’opera nel tentativo di ri-creare quella unità senza la quale la vita dell’opera musicale viene cancellata e con essa la sua stessa identità di opera d’arte. Siamo così di fronte a un’operazione che insieme è ermeneutica e poietica. Ermeneutica perché senza interpretazione del testo, senza comprensione dell’opera non è possibile temporalizzarla, ridandogli vita; poietica perché nel far questo l’interprete ricrea quell’equilibrio che c’è fra tempo e organismo - l’unità dell’opera e il suo darsi in molteplici punti del fluire temporale, che spingono e in un certo senso obbligano a mettere in gioco il proprio apporto creativo.
Infine il timbro, il “bel suono” sarà un ulteriore modo per personalizzare una esecuzione che non tralascerà tecniche di palco permutate dalla grande maestria degli attori italiani.
Enzo Amato